Tocchi il punto del campo da cui parte il tiro: l'app ti chiede com'è finito, chi ha fatto l'assist e se l'azione è nata da gioco, da palla inattiva o da ripartenza. A fine partita il report è già pronto.
Ogni tocco in più durante il match è un'azione che rischia di sfuggire. Per questo la registrazione di un evento sta in pochi tocchi, i bersagli sono grandi e la schermata resta leggibile anche al sole.
Il punto in cui tocchi è la posizione del tiro. L'app ti chiede solo l'essenziale, nell'ordine: chi ha tirato, com'è finito — gol, parato, respinto o fuori — e se c'era un assist, che segni con un secondo tocco.
Dopo l'esito l'app chiede com'è nata l'azione. Se è una ripartenza segni anche il punto di pressione, cioè dove hai recuperato palla. Così a fine partita sai quanti gol arrivano dal gioco, dalle palle inattive e dalle ripartenze.
Dai un nome alle tue palle inattive — Quadrato, Diagonale, Quattro in linea — e aggiungi delle note. In partita scegli lo schema toccando solo il nome; il report conta quante volte l'hai usato e con quanti gol. Per l'avversario lo schema non si chiede mai.
Quaranta metri per venti, con l'area a D e i due dischetti a 6 e a 10 metri: non un campo da calcio rimpicciolito. A inizio partita scegli da quale porta attacca la tua squadra, e il campo si orienta da solo, anche nel secondo tempo.
Ogni evento sa in che tempo è successo. Riepilogo e report mostrano primo, secondo e totale: si vede subito in quale metà la partita è cambiata. Il minuto è facoltativo: lo scrivi se ti serve e lo correggi quando vuoi.
Un tocco, nessuna domanda: segna dove hai recuperato palla. Il campo è diviso in tre zone da 10, 20 e 10 metri, numerate dalla tua porta: zona 1 difesa, zona 2 centrocampo, zona 3 attacco. Recuperare in zona 3 è pressing alto, in zona 1 è difendere bassi.
Numeri della partita, divisione per tempo, mappa dei tiri con assist e ripartenze, efficacia degli schemi: una pagina per squadra, pronta da stampare o da mandare all'allenatore. In alternativa esporti la sola immagine del campo, per girarla al volo in chat.
Non hai segnale? MatchAnalyzer non ne ha bisogno: tutto è salvato sul dispositivo mentre lo registri.
Al termine di ogni partita l'app salva da sola una copia di tutti i dati, in una cartella che resta al suo posto anche se l'app viene disinstallata per sbaglio. Le ultime dieci copie restano lì: da una qualsiasi si ripristina tutto. Su iPhone questa cartella non esiste: lì il backup si fa quando vuoi, dalla pagina Import/Export.
Le immagini mostrano una partita d'esempio con dati inventati.
Quaranta metri per venti, area di porta a D, primo dischetto a 6 metri e secondo a 10. L'app disegna e misura tutto con le dimensioni vere, così la posizione che tocchi è quella in cui è successo.
Il campo si legge in tre zone numerate dalla tua porta: due di fondo da 10 metri e una centrale da 20. I confini cadono sul secondo dischetto, una linea che sul campo esiste davvero e che vedi mentre tocchi.
Ogni evento chiede il minimo che serve a leggerlo dopo, e niente di più: in difesa non chiede niente.
| Evento | Cosa chiede l'app |
|---|---|
| Tiro | Chi ha tirato, esito (gol, parato, respinto, fuori), assist, tipo di azione |
| Calcio piazzato nostro | Lo schema, oppure «senza schema» |
| Calcio piazzato avversario | Niente in più: lo schema non si chiede mai |
| Ripartenza | Il punto di pressione, con un tocco sul campo |
| Palla inattiva senza tiro | Lo schema provato, solo per la tua squadra |
| Intervento difensivo | Niente: un tocco e basta |
MatchAnalyzer non ha un server, non ha account e non ha analytics. Quello che registri resta nella memoria del telefono finché sei tu a esportarlo o cancellarlo.
Non c'è registrazione, non c'è login, non chiediamo un indirizzo email.
Niente analytics, niente crash reporting, niente pubblicità, nessun SDK di terzi.
Squadre, giocatori, partite ed eventi vivono nel database del dispositivo.
Backup, PDF e immagini si generano quando li chiedi, e sei tu a scegliere dove finiscono.